La pietra lavica

Già l’apertura nel cuore di Giuliano di Roma del MUVE (museo del vulcanismo ernico) nell’aprile 2009, ad opera dell’amministrazione comunale, fu l’inizio di una palingenesi per questo paesino medievale che sorge sulla bocca di un vulcano estinto e il cui solo territorio è disseminato in modo distintivo e predominante da una quantità di pietra nera basaltica alla stessa stregua dei paesi vesuviani, albani ed etnei.

Con l’amico Luca Baldassarra, presidente dell’Ass. Cult. AttivArt, avevamo detto, in occasione del 1° simposio internazionale di scultura su pietra lavica giuglianese (17 – 27 agosto 2009), quando scultori di fama internazionale come i tedeschi Ulrich Johannes Muller e Paul Schneider, l’irlandese Eileen MacDonagh, l’egiziano Armen Agop, insieme agli italiani Farina Claudia di Carrara, Luca Baldassarra e gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone, hanno realizzato sul posto opere su pietra lavica giulianese donate per il nascente parco della scultura e lasciate ai posteri come eterna presenza, che Giuliano sarebbe stato conosciuto in futuro come il paese della PRETA NERA, appellativo locale della pietra lavica.

Sulla scia dell’entusiasmo del 1°Simposio nell’agosto del 2010 apre le porte La Preta Nera, il 1° B&B in centro storico. Una struttura ricettiva a pochi metri dal Museo del Vulcanismo Ernico e dedicata a questo straordinario materiale caratteristico del paese e con cui molte case del centro storico e della campagna sono stati costruiti nei secoli passati.

L’altro tratto caratteristico de La Preta Nera B&B, era però esprimere nuovi concetti dell’ospitalità che si andavano elaborando in quel periodo e cioè quelli della ridestinazione turistica dei borghi (Daniele KIHLGREN) in abbandono, l’Albergo diffuso come forma orizzontale di ospitalità (Giancarlo Dall’Ara).
In aggiunta a questi concetti vi è però la scelta chiara ed inequivocabile su come operare all’interno dei borghi storici per non alterarne l’identità e il suo patrimonio “minore” dato dalla sua edilizia civile. Il restauro conservativo e il recupero dei materiali è stata la strada maestra che La Preta Nera ha seguito sull’esempio “monumentale” che KIHLGREN ci ha dato nel suo Albergo diffuso di Santo Stefanio di Sessanio in Abruzzo. La Preta Nera B&B, con la direzione lavori dell’Arch. Otello Rosi e i numerosi interventi e opere realizzate dal restauratore e scultore Luca Baldassarra, e il lavoro delle maestranze locali, è stata un Test, un embrione di una fase di incubazione per un futuro Albergo diffuso a Giuliano di Roma.

L’ultimo grande evento di richiamo internazionale dedicato a questo tema è stato “Nero di Pietra Sculture di Lava”, Workshop di scultura al Museo del Vulcanesimo “MuVE” dal 27 settembre al 8 Ottobre 2016 organizzato dal geologo Nando Bauco, direttore del museo di Giuliano di Roma e Loredana Rea dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone.

Artisti italiani e stranieri ancora una volta si sono confrontati con la pietra locale per creare una serie di opere, primo nucleo di una collezione di sculture che il Museo di Giuliano di Roma, intendeva costituire.

Insieme ai docenti di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, hanno partecipato scultori internazionali quali Patrick Crombé (docente di Scultura in Pietra Accademia di Bruxelles), Robert Mayo (scultore neozelandese residente in Germania) e Meryem Siemmond
(inglese, specializzata nell’uso del marmo e delle pietre dure).

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